Respira come un Fiore!

Siedi in una posizione confortevole da mantenere per qualche minuto che ti consenta di mantenere la schiena ben sostenuta, eretta. Rilassa le spalle, chiudi lo sguardo ed osserva il ritmo spontaneo del tuo respiro per come si manifesta. Senza condizionarlo.

 

Concediti di essere presente, in ogni respiro. Senza distrazioni. Trasporta tutta la tua attenzione al Grembo e con un nuovo profondo inspiro porta le mani giunte all’altezza del Cuore. Immagina lo spazio fra i palmi delle mani come lo spazio che stai offrendo al tuo Bimbo, dentro di te. 

 

Inspirando inizia ad aprire al Cielo le dita delle mani come petali di un fiore, mantenendo la punta del pollice e la punta del mignolo a contatto. Espirando riporta i palmi al centro, nella posizione iniziale. Prenditi il tempo di eseguire questa pratica per qualche minuto, lentamente. Osserva il ritmo del respiro divenire più calmo, fluido e profondo. Dalle narici, osserva il respiro giungere fino al Grembo, come una delicata carezza che sfiora il tuo Bimbo. Prosegui in questo modo per quanto desideri. 

Jai Ma ♥

Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Prossima fermata: Ommm..an

“Birds experience migration constantly, naturally, cyclically. They know they have to, for their survival, so they don’t put barriers to each other to obstacle this process.”

6d5dc7cd801fb4f165d7995afdeb1e49Ed è proprio cosí, sulla scia di questo pensiero, che in una calda domenica mattina di fine agosto, ha bussato alla porta della Casa sull’Albero l’opportunità di un nuovo e grande cambiamento. Di una vera e propria migrazione, come quelle delle rondini, che con l’autunno alle porte ci salutano, preparandosi ad un lungo viaggio verso Sud, verso luce e calore.

Il loro istinto le guida, il loro istinto sa quanto sia importante migrare per la sopravvivenza. Un cambiamento ciclico e costante che scorre e muta ininterrotamente facendole danzare insieme ai ritmi della Natura.

Disegnando armoniose forme nell’aria, che da sempre fanno sognare ad occhi aperti, ci ricordano che le barriere e i confini sono solo una sciocca ed inutile invenzione umana.

Ecco, penso di sentirmi un po’ come loro in questi giorni. Mi sto preparando a compiere un nuovo viaggio verso sud-est. In Medio Oriente, a voler essere precisi.

img-20160907-wa0004Da pochi mesi è nato “Nine” www.nine.om un nuovo centro in Oman, nel cuore di Muscat che si prende cura delle mamme in dolce attesa. Le supporta e le accompagna in questo dolcissimo e prezioso momento che è la nascita di un nuovo cucciolo. Con la sua visione olistica, il centro promuove un approccio naturale alla nascita, per poter apprezzare in piena consapevolezza ogni sfumatura di questo incredibile viaggio.

img-20160907-wa0007Un centro concepito e creato per diffondere dolcezza, coccole e sostegno a mamme e nuovi nati. Un centro in cui si praticherà Yoga per riscoprire e nutrire il proprio respiro di buone intenzioni, perchè ogni cosa avvenga come Mamma Natura ci insegna, riscoprendo la bellezza di ciò che è naturale ed istintivo. Una bellezza che è già in noi, e a volte va solo rispolverata.

Insomma, un posto che raccoglie tutti i miei ingredienti preferiti e li mescola insieme in una ricetta che profuma di buono!

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 Aprirsi ad un cambiamento non è sempre una passeggiata, anzi, probabilmente per la maggior parte del tempo non lo è. Lasciare il porto sicuro per l’incerto spaventa. Ed io quella paura la conosco fin troppo bene. Ho lasciato che mi gestisse e mi condizionasse per molto (forse troppo!) tempo.

Solo quando ho iniziato a muovere i miei primi passi (anche un po’ goffi)  nella mia nuova Vita, ed ho lasciato più spazio alla parte di me entusiasta e sognatrice, le cose sono iniziate a cambiare.

Ed io questa occasione la sto vivendo come un premio al coraggio. Il coraggio di lasciarsi un po’ andare. Il coraggio di affidarsi al cuore, che non si sbaglia mai. Il coraggio di scegliere ciò che ci fa sentire Vivi.

Una meravigliosa e straordinaria opportunità per crescere ancora un poco, per aggiungere un altro pezzetto al puzzle e per assorbire una nuova parte di Mondo.

E cosí mi ritrovo a preparare un nuovo valigino, per trasportare la magia della Casa sull’Albero altrove!

Prossima fermata: Ommm…an

Userò il blog del sito per farvi sapere come proseguirà  questa nuova avventura. Unitevi alla carovana che insieme è più bello!

Jai Ma

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Sono morbidi, colorati, riutilizzabili e amici della Terra! Ecomestruazioni, piccole rivoluzioni quotidiane eco-logiche per un mondo migliore.

Ogni donna ne utilizza mediamente 12.000/16.000 nel corso di una vita. Parliamo di assorbenti e tamponi monouso. Una delle maggiori cause di inquinamento su scala globale.

Secondo la fonte Istat, in Italia, ci sono circa 16.000.000 di donne in età fertile e si stima che consumino ogni anno oltre 6.000.000.000 di assorbenti e tamponi producendo circa 120.000.000 kg l’anno di rifiuti difficili da smaltire destinati alla discarica perché non riciclabili.

Come non fermarsi per un istante a riflettere su un tale spreco di risorse e sull’impatto che genera dal punto di vista ambientale?

Non solo in termini di smaltimento degli assorbenti stessi, ma per tutto ciò che ruota attorno alla loro produzione, consegna ed imballaggio. Quanta plastica e materiali chimici coinvolti! Forse troppi.

Ed ogni mese la storia si ripete. Mese, dopo mese, dopo mese. Alimentando le discariche con rifiuti che pare richiedano centinaia di anni prima di poter essere smaltiti. A quale prezzo, poi.

Come è possibile che uno degli aspetti più naturali e preziosi per la vita di una donna possa generare un tale ed ingente danno al pianeta? Come è possibile che il ciclo mestruale, portatore sano di fertilità e nuova Vita, riesca al tempo stesso a distruggerla, nutrendo montagne di discariche?

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Quanto ci siamo allontanate dall’essenza del nostro ciclo? Forse troppo.

Certo, la praticità degli assorbenti monouso, quando hanno fatto la loro comparsa intorno ai primi del Novecento, deve essere stata vissuta come una vera e propria rivoluzione; la possibilità di gettare quanto rilasciato dal nostro grembo, in libertà, senza troppi pensieri, con un piccolo e rapido gesto!

La libertà di vivere “quei giorni” come se in realtà non stesse accadendo nulla di particolare. La libertà di continuare ad assaporare il quotidiano come se niente fosse. La libertà di dedicarsi ad ogni genere di attività, perché con un semplice gesto affidiamo al cestino il compito di accogliere una parte di noi e tutto può continuare a scorrere spensierato…

E così, può capitare di allontanarsi, di affidarsi a rimedi più veloci ma poco sostenibili nel lungo periodo, di rinunciare all’ascolto di un passaggio così importante per ogni donna. L’opportunità di entrare in contatto con la fonte della propria creatività; l’opportunità di viverla ed onorarla ad ogni nuovo ciclo. E magari anche di provare a compredere quel che ci comunica al passaggio di ogni nuova Luna.

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Oggi, consapevoli della scia di problematiche che gli assorbenti monouso hanno prodotto, sarebbe opportuno cambiare rotta e valutare altre possibilità più eco-logiche.

Le soluzioni a misura di eco-mestruazioni possono essere molteplici: assorbenti lavabili o biodegradabili, coppette mestruali, tamponi & co.

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Personalmente da un paio di anni utilizzo gli assorbenti lavabili Charlie Banana (li acquistati sul sito www.gaianaturashop.it e ammetto che il nome buffo ha contribuito ad attirare la mia attenzione al momento della scelta!) e non tornerei più indietro. Sono molto colorati, piacevolmente morbidi a contatto con la pelle, traspiranti e resistenti. Ad oggi, sono ancora come nuovi e di questo passo, credo mi accompagneranno per molti altri cicli ancora.

I vantaggi di questa scelta sono innumerevoli. Ecco i principali:

♥ con un minimo investimento economico iniziale, non sarà più necessario fare tappa al supermercato ogni mese, e nel lungo periodo il risparmio sarà notevole;

♥ si lavano in pochi istanti, dopo un breve ammollo in acqua fredda, utilizzando un sapone neutro (ad esempio il Sapone di Marsiglia puro) oppure in lavatrice (scegliendo un detersivo delicato, che rispetti pelle & ambiente);

♥ rispettano la pelle, che sarà a contatto con tessuti naturali e non più plastica & derivati;

♥ rispettano l’ambiente, perché non produrrai più alcun rifiuto!

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♥ sono pratici anche fuori casa, perché richiudibili e sempre corredati di una pratica Wetbag che permette di conservarli durante la giornata fino al rientro;

♥ permettono di vivere ed onorare il momento del ciclo in modo più consapevole e, non meno importante, sostenibile per Madre Natura, riportando l’attenzione su ciò che accade dentro di noi, invitandoci ad osservare l’espressione della nostra creatività e non a gettarla in pochi istanti in un cestino della spazzatura.

Ciononostante, pare sia ancora poco diffusa come scelta. Ancora una volta la corsa contro il tempo quotidiana ci fa pensare che sia poco pratico “perdere” del tempo a lavare degli assorbenti, o ancora che sia un tantino disgustoso farlo.

A me personalmente disgusta immaginare cataste di rifiuti difficili da smaltire, piuttosto che l’idea di donne attente e consapevoli. Di donne in ascolto ♥

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Jai Ma Yoginis!

Mir.

Matangi, la Dea della Conoscenza. Manifestare luce, arti e liberi pensieri.

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Chi è Matangi?

In una specifica relazione con l’energia creativa femminile, Matangi, rappresenta la capacità di rivelare la più intima e profonda voce del femminile, espandendo i confini ed aprendo il cuore a nuovi orizzonti. Rappresenta la possibilità di manifestare il potere dell’energia creativa in ogni sua forma, senza censure, senza proibizioni. Ci aiuta a riscoprire quanto nascosto e sotterrato da strati di polvere. Con il suo energico soffio, rispolvera il cuore riportandoci in connessione con il nostro intuito più sottile.

Nella tradizione indiana vive ai margini della società, considerata al pari degli “intoccabili”, fuori dai confini di quanto ritenuto convenzionale. E’ una visionaria, selvaggia e libera da costrizioni sociali, di ogni genere. E’ pura espressione della Śakti  (il divino potere creativo femminile che si muove e regola l’intero Universo).

La sua particolare Siddhi (potere spirituale) è la capacità di risvegliare la creatività nel senso più ampio e profondo del termine, di far riemergere antichi saperi preparando il terreno per ogni tipo di manifestazione della creatività stessa.

Per accedere a questa siddhi, bisogna sapersi arrendere in modo consapevole al processo creativo, comprendendo l’importanza di ogni singola fase.

Un processo creativo, infatti, alterna momenti gioiosi ed estatici di pensieri, idee e progetti che prendono forma tra le nostre mani, a momenti in cui il dubbio e l’incertezza ci accompagnano, rendendo il cammino faticoso e privo, in apparenza, di un reale significato. Momenti in cui è necessario abbandonarsi con fiducia all’attesa che tutto scorra e abbia il tempo di manifestarsi; un po’ come piantare un semino nel terreno, innaffiarlo con cura, lasciando che il tempo ed il calore del sole gli permettano di germogliare, o ancora, come preparare l’impasto per il pane, mescolando amorevolmente tutti gli ingredienti, per poi lasciare che abbia il tempo necessario per lievitare avvolto in un tiepido canovaccio.

L’attesa, paziente e consapevole, resta uno degli ingredienti più importanti di un processo creativo e molto spesso è il più trascurato, se non negato.

In tempi frenetici e rapidi, in cui tutte le connessioni e gli scambi di immagini-pensieri-azioni-impegni avvengono in “tempo reale” scanditi da agende sempre più fitte ed organizzate meticolosamente, sembra impossibile pensare di dover ritagliare uno spazio (apparentemente) vuoto per lasciare che la nostra creatività faccia il suo corso, che abbia spazio per maturare. Sembra uno spreco di tempo. Uno spreco.

Eppure è una parte preziosissima, forse la più importante. matangi illustration#1

Matangi ci suggerisce come ogni cosa arrivi al momento più opportuno, in fase ciclica, e perché ciò avvenga, bisogna rispettare il corso naturale degli eventi, senza inutili forzature. Il flusso della creatività femminile non può essere incasellato in una schematica e continua linea progressiva; morbide e variabili curve sono più adatte a rappresentarlo.

La pratica dello Yoga ci supporta in questo, ci aiuta a coltivare un senso di connessione con le morbide curve che ci accompagnano lungo il cammino. Un senso di profonda integrità. Un senso di fiducia ed allo stesso tempo di abbandono all’alternarsi di queste continue fluttuazioni.

Attraverso la pratica, alimentiamo la consapevolezza del nostro corpo, rispettiamo  e celebriamo la sua saggezza, apriamo un dialogo sincero ed onesto fondato sull’ascolto di ogni suo segnale, di ogni sua manifestazione.

Il ciclo mestruale diviene uno strumento prezioso per ogni donna. La prima grande consapevolezza da affinare riguarda le diverse fasi mestruali femminili, e come siano in grado di fornirci una  chiara mappatura del nostro processo creativo, proprio come l’alternarsi delle stagioni di Madre Natura.

La maggiore sensibilità che affiora nel corso di alcune fasi del ciclo mestruale, infatti, può essere una grande fonte di ispirazione e nutrimento per sostenere la Matangi che è in ognuna di noi. L’energia che accompagna le diverse fasi mestruali può fornirci il potere di visualizzare, concretizzare ed esternare idee o progetti, di concepirli e nutrirli fino al momento del loro ingresso nel mondo esterno: una vera e propria “nascita” che può verificarsi innumerevoli volte nel corso della vita di una donna. matangi illust

La consapevolezza nel riconoscere la manifestazione di ogni fase accresce il potere creativo che risiede in ognuna di noi, e così libero di manifestarsi in tutto il suo potenziale, renderà il nostro cammino più armonioso ricco e significativo, promuovendo la piena libertà di espressione di ciò che appartiene alla nostra reale  natura.

 

Yantra, un veicolo per connettersi con l’energia di Matangi 

Real Matangi Yantra

La Dea della Conoscenza, Matangi, promuove l’abilità di esprimere il proprio pensiero, senza censura. Crea spazio per coltivare la creatività. Risvegliando in noi la sua energia, allontaniamo la disarmonia, aprendoci ad una vita ricca di equilibrio, purezza e libertà di espressione, in ogni sua forma.

Ritagliati un piccolo momento di meditazione per esplorare questo Yantra. Osservalo, percorri i suoi sentieri, le sue trame e mantieni il tuo cuore aperto a ciò che emergerà.  Affidati all’intuito, al sentire e continua ad innaffiare i tuoi semini buoni.

La primavera è alle porte, prepara il terreno perché il tuo fiore cresca colorato e ricco di profumo

 

Matangi Mudra matangi mudra_1

Matangi Mudra è un gesto simbolico di armonia interiore. La pratica di questo mudra promuove la ricerca di equilibrio con sé stessi e con l’ambiente circostante. 

Incrociate le dita delle mani e sollevate entrambi medi verso l’alto mantenendoli a contatto fra di loro.  Le mani saranno posizionate all’altezza del plesso solare, vicino all’ombelico.

Praticate una respirazione diaframmatica, osservando il percorso naturale del respiro, senza condizionarlo in alcun modo, focalizzando la vostra attenzione sul movimento del plesso solare in sintonia con il flusso del respiro.

Questa semplice pratica vi aiuterà ad alleviare le tensioni interne, ritrovando un senso di quiete fisica e mentale.

Potete scegliere di inserire questa postura per 5 (o più) minuti, nel contesto della vostra pratica yoga quotidiana oppure la potrete praticare in qualsiasi momento della giornata in base al vostro sentire, per riportare un senso di pace e di equilibrio dentro di voi.

Jai Ma Yogini!

Mir

Pārvatī e Śiva, un viaggio alla riscoperta della natura più semplice dello yoga; un viaggio alla riscoperta della gentilezza.

Pārvatī era la moglie di Śiva. Era molto bella e sapeva apprezzare ogni aspetto della propria vita dalla graziosa casetta in cui abitava in mezzo al bosco. Iniziava ogni nuovo giorno immergendosi nell’acqua tiepida della sua vasca ricavata da una grande conchiglia, per poi deliziare il suo corpo con un profumato massaggio a base di olii essenziali al sandalo. Ogni mattina usciva nel bosco accarezzata dai primi raggi del sole, lasciando che la risvegliassero in modo gentile. Ed era così piacevole poterli sentire sul proprio corpo che non esitava a distendersi al cielo, allungando le braccia, ruotando un poco in un senso e poi nell’altro, chinandosi verso terra per poter sentire il profumo del sottobosco fresco di rugiada.

Respirava e creava spazio dentro di sé per accogliere quanto di nuovo sarebbe giunto. Questo semplice rituale quotidiano la faceva sentire così bene.

Di tanto in tanto Śiva, che era molto innamorato di lei, la osservava nascosto dietro ad un albero. Cercava di non essere scoperto perché quel rituale era un momento molto intimo e privato di Pārvatī. Amava osservare le attenzioni che si dedicava e quanto la facessero stare bene, fino a quando un giorno pensó di poter fare altrettanto per sé stesso. Inizió, quindi, ad osservare ogni singolo momento del rituale con estrema attenzione, per carpire ogni dettaglio di quanto praticato in modo così armonioso e naturale da Pārvatī.

Essendo Śiva un uomo, molto presto inizió a perfezionare questi movimenti ed ogni posizione. Li organizzó, codificandoli uno per uno, praticandoli fino ad ottenere la massima perfezione da ognuno di essi.

Quando alcuni dei suoi adepti vennero a conoscenza di questo nuovo codice creato da Śiva, gli chiesero con insistenza di poter imparare da lui. Śiva non esitó un istante e disse loro:

“Molto bene, voi tutti, in linea! Uno, due, tre, quattro, ed ora, un grande salto! Piedi ad un metro di distanza, piede sinistro ruotato verso l’interno, piede destro all’esterno! Distendete le braccia in questo modo! Di piú! Di piú! Di piú!” ed in questo modo proseguí con la loro formazione.

Dopo diverso tempo, pensò che fosse necessario certificare quanto imparato dai suoi allievi, e così fece!

Munì di certificato solo i più bravi invitandoli ad aprire ashram e centri di yoga in giro per il mondo e si, sappiamo molto bene come prosegue la storia…

Ma cosa ne è stato di Pārvatī? Oh, lei è ancora nella sua graziosa casa in mezzo al bosco ad assaporare la magica quiete dei primi raggi del mattino, a concedersi un bagno caldo ed i massaggi con gli olii essenziali, praticando morbide torsioni su un lato e poi sull’altro, chinandosi verso terra per sentire il profumo del sottobosco ed assaporando questa pratica cosi gentile e deliziosa che scalda cuore e corpo, che rinfresca la mente, i pensieri.

Una mattina, al risveglio, potrebbe chiedersi fra sé: “Uhm, non so bene cosa stia succedendo là fuori nel mondo dello yoga, dovrei forse mostrare loro dove tutto questo ha avuto origine?”

(fonte “Yoni Shakti” – traduzione a cura di Maria Miriam Accardo)