Bhumisparsha, a light touch to celebrate the rebirth of Mother Nature.

The beginning of February is filled with significance. It is a midpoint between Winter solstice and Spring equinox, a time full of new possibilities.  We can celebrate new beginnings, growth and new life. All the  ideas and intentions we dreamed in darker winter days begin to manifest as we move towards the light of the new bright and warm season. The first signs of Spring and the return of the Sun are noted. It is a good moment to commemorate the successful passing of winter and the beginning of the new agricultural year.

Bhumisparsha Mudra is the gentle opportunity to re-connect with this powerful new energy coming from deep inside Mother Earth. It’s the lovely and grounding chance to be in touch with the Nature, to absorb the renewed vital force, letting it flow directly into our heart space.

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bhumisparsha mudra

Balasana: (re)discover the little Koala inside yourself!

A gentle and nourishing and restorative yoga pose to take a break and have a little support; for whatever reason we need it.

It is one of the sacred postures that move us close to the ground. This can bring up feelings of trust, as we aim to let go of muscular tension or gripping, and allow gravity and the Mother Earth to hold us. It provides a holding and sense of real groundedness to be placed close to the Earth. This encourages feelings of safety, and cultivates more trust as we allow ourselves to be held.

A grounding and restful posture through which we can be curios about “who we are” and “what we need” in that specific moment of life, a pose through which we can reconnect with the natural breath enjoying the sweet and warm massage coming with it.

The precious chance to stay safe and nourished and supported for a while with no worries of any kind.

balasana supported child's pose

 

 

 

 

 

 

 

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La Via per il mare aperto passa per Bhekasana, la postura della rana.

C’era una Rana che viveva in un pozzo. Un pozzo alto e anche abbastanza grande, ma comunque un pozzo. La Rana lì dentro c’era nata e cresciuta, sentendosi amata dalla sua famiglia e protetta dalle acque sempre calme. Si era sentita utile alla comunità, tenendo in ordine il piccolo fondale e collaborando con gli altri microrganismi presenti, scacciando quelli nocivi. E così era diventata adulta, giorno dopo giorno, nella sua vita nel pozzo. Aveva fatto figli e aveva insegnato loro a vivere in quel pozzo, con le regole del pozzo e le tradizioni del pozzo.

Un giorno, una Tartaruga Marina che passava di lì s’affacciò. La Rana la vide e sobbalzò, spaventata da quella creatura così strana e così diversa da tutte quelle che aveva visto fino ad allora.

“Chi sei? Da dove vieni?” chiese la Rana.

“Sono una Tartaruga, vengo dal mare!”

“Dal mare? E cos’è il mare?”

“È come un pozzo d’acqua senza muri e migliaia di centinaia di miliardi di volte più vasto e più profondo di questo. Un regno d’acqua, dove tutti gli animali vivono liberi, insieme, vagando senza limiti per la vastità delle correnti”.

“E questo tuo mare di cui parli è forse grande così?”, chiese la ranocchia facendo un salto di qualche centimetro.

“No, non puoi contenerlo in un salto”.

“Allora così”, provò la Rana facendo un salto più grande.

“No, è un’assurdità provare a misurarne la vastità. Il mare non ha inizio né fine. È un posto libero da ogni costrizione”.

“Aspetta, aspetta…è per caso grande così?” chiese la ranocchia facendo allora un salto che andò da un capo all’altro del pozzo.

“Davvero, mia cara Rana, non provare oltre. Senza nulla togliere a questo tuo pozzo, e un’assurdità paragonarlo al mare. Sono due cose completamente diverse. A loro modo belle, sebbene in modi diversi. Se esci da qui te lo mostrerò!”

La Rana allora s’impettì, sentendosi anche un po’ minacciata di perdere la sua autorità locale, scardinata da quella tartaruga così pacifica e poco pretenziosa, e gracidando con violenza e arroganza urlò: “Allora questo tuo mare di cui parli è chiaramente una bugia! Non può esistere nulla di più grande e di migliore di questo pozzo, nulla di diverso! Gente, questa tartaruga è una bugiarda: cacciamola via!”

E tutto il popolo del pozzo cominciò a tirare fango e sassi contro la Tartaruga, che rimbalzarono sul suo forte guscio, ma che la fecero anche allontanare, lasciando il popolo del pozzo al suo odio e al suo perimetro di cielo, che era tutto il cielo e tutto il mondo che la Rana e il suo popolo conosceva e ammetteva esistesse.

Tendiamo spesso a sviluppare un pensiero simile a quello della rana del pozzo. Intrappolati all’interno della nostra scatola di pensieri crediamo di sapere con precisione cosa stia accadendo, quale sia la verità. Ci comportiamo come se il nostro punto di vista sia quello più giusto, quello reale, l’unico da considerare. Occhi e cuore serrati, per non vedere oltre la nostra rassicurante linea di confine.

La pratica dello yoga ci invita costantemente a mantenere il nostro sguardo aperto su grandi orizzonti, ci rende consapevoli di quanto sia importante scegliere di abbattere queste barriere prima che possano crollare su noi stessi. Ci pone di fronte ai nostri limiti e ci aiuta a superarli, un passo alla volta. Ci prepara a mettere il naso fuori dalla porta e ad osservare il mondo, l’universo che ci sta attorno, con un senso di accoglienza e di meraviglia. Ci migliora, ci arricchisce di esperienze e riscalda lo spirito. Al posto di muri, costruisce lunghi e solidi ponti di unione. Crea connessione.

Con la pratica di Bhekasana, la postura della rana, apriamo il nostro corpo al nutrimento ed alla freschezza dell’acqua. Proprio come le rane in natura annunciano con il canto l’arrivo della pioggia, così noi ci prepariamo ad accoglierla attraverso il nostro respiro, grati e consapevoli della sua importanza per ogni essere vivente, lasciando che lei, generosa, ci avvolga con ogni sua goccia, e rispolveri i nostri pensieri, incoraggiando la nascita di nuove prospettive, di nuovi orizzonti e, forse, del primo passo verso il mare.

Jai Ma,

Mir

Fluire con la Luna nuova dello Scorpione.

Il cammino su un nuovo sentiero può essere complicato all’inizio, ma non tanto più complicato quanto restare in un contesto che non ci appartiene più – Maya Angelou

Il Novilunio di oggi attraversa il segno dello Scorpione e ci dona l’opportunità di utilizzare la sua energia per fare ritorno a noi stessi, per rivolgere la nostra attenzione alla parte più profonda di noi.

Una Luna Nuova si manifesta quando la sua superficie visibile è completamente in ombra, al termine del suo ciclo calante. È il momento di massima oscurità prima che la Luna ricominci un nuovo ciclo, crescendo nuovamente in luminosità ed energia fino a raggiungere il culmine al momento del Plenilunio.

Come per tutti i meravigliosi cicli della natura, possiamo scegliere di prestare attenzione a ciò che gentilmente ci sussurrano, per vivere in modo più armonioso e consapevole.

Il Novilunio rappresenta il lato oscuro e per questo ci invita a spegnere per qualche istante la luce dal mondo che ci circonda, ci offre l’occasione di chiudere gli occhi per rivolgere lo sguardo dentro di noi.

Un invito ad osservare la nostra parte più intima come fosse un caldo strato di terra in profondità. In questo spazio così prezioso possiamo scegliere di piantare nuovi semini nella forma di nuove intenzioni, propositi e sogni, lasciando che la terra li avvolga con il suo calore e se ne prenda cura, nutrendoli durante il corso del prossimo ciclo che si prepara ad un nuovo inizio.

Il percorso potrà non essere semplice; si potranno risvegliare paure dalle forme più diverse. Potremmo temere di non avere nutrimento sufficiente a coltivare questi nostri nuovi semi o temere che non vi sia sufficiente luce e calore. Ma non sarà così. La ricchezza del nostro spirito persiste, ed è sempre presente, nonostante le paure, nonostante i fallimenti, nonostante il timore di non riuscire ad avere sufficiente energia. È sempre una grande gioia realizzare che, nonostante il dolore e le difficoltà, una parte di noi resta sempre integra e pronta a ricominciare con una fonte preziosa di inesauribile vitalità.
È un buon periodo per lasciare andare ciò che non ci appartiene, creare nuovo spazio, meditare, cercare la quiete in bagni di luna oppure in passeggiate a contatto con la natura, per comprendere a cosa vogliamo concedere maggior nutrimento nella nostra vita, lasciando che quanto seminato possa crescere rigoglioso con la luce di questo nuovo ciclo.

Jai Ma Yoginis