Pausa pranzo, pausa caffè..ma allora perchè non concedersi anche una pausa-respiro?

Una breve meditazione guidata per fare ritorno alla consapevolezza del respiro.

Un sorso di tranquillità, ideale per una piccola pausa dalla frenesia del quotidiano. Da consumarsi in ogni momento della giornata, senza alcuna controindicazione 🙂

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Per chi praticasse Yoga Nidra per la prima volta:

♥ Sdraiatevi sulla schiena (oppure su un fianco se preferite o se siete in dolce attesa). Potrete anche scegliere di restare seduti, purchè in una posizione comoda e stabile da mantenere per alcuni minuti.
Concedetevi il tempo di rilassarvi nella posizione scelta, in modo che il corpo sia ben sostenuto e comodo. Potete scegliere di posizionare dei cuscini o una coperta piegata sotto il capo e sotto alle ginocchia, oppure sotto ai glutei se avete scelto la posizione seduta. Questo può favorire ulteriormente il rilassamento dell’intera superficie della schiena ed aiutarla a sentirsi ben sostenuta.

♥ Tenete a mente che la temperatura corporea può scendere un poco durante la pratica, pertanto una coperta, delle calze oppure il vostro maglione preferito potrebbero essere una buona soluzione per mantenere il vostro corpo al caldo durante l’intera sessione!

♥ Non appena percepite che il vostro corpo è nella posizione più confortevole, concedetevi il tempo di assaporare questa quiete nell’immobilità mantenendo la consapevolezza che non sarà necessario alcun movimento per l’intera durata della pratica. Faremo esperienza dell’assenza di movimento corporeo. Se pensate di non sentirvi ancora completamente comodi nella posizione scelta, approfittate di questi istanti per renderla ancora più confortevole. Durante la pratica di Yoga Nidra sarà fondamentale mantenere il corpo in uno stato di completa e vigile immobilità. Se il desiderio di muoversi dovesse emergere in qualche istante, cercheremo semplicemente di osservarlo nella nostra mente. Con molta probabilità riusciremo ad abbandonare questo desiderio, osservandolo e potremo proseguire la sessione nell’immobilità.

♥ Qualora il desiderio di movimento dovesse riproporsi nella nostra mente con particolare insistenza, potrebbe essere un segnale da assecondare, cercando di mantenere sempre uno stato di quiete e consapevolezza. L’intento dovrà essere la ricerca di un movimento lento, morbido e tranquillo che ci possa riportare ad un nuovo e confortevole stato di immobilità.

Buona pratica!

Jai Ma ♥

Mir

una finestra sul respiro.

La nostra salute e la nostra stessa esistenza dipendono dalle funzioni respiratorie e circolatorie, che sono le due porte di accesso al regno della struttura umana, e se una delle due è bloccata, disturbata o ostruita, ne deriveranno malattie.

Immaginate che la stanza in cui vi trovate sia il corpo umano: se le finestre o le porte sono chiuse, vi sarà cattivo odore. Quel cattivo odore è la malattia della stanza; cosa fare allora? Aprite le porte e le finestre! L’aria fresca farà uscire l’aria cattiva.

Allo stesso modo la pratica di asana e pranayama puó rivelarsi come una buona occasione per rinnovare energia e vitalità, apportando nutrimento dalla superficie fino al punto più profondo di ogni nostra “stanza”.

La regolazione del respiro, infatti, mantiene pulito e libero il sistema respiratorio e attraverso un apparato respiratorio libero e sano, il sangue alimenterà indistintamente tutte le parti del corpo.

Una finestra aperta per rinfrescare i pensieri e solleticare il cuore.

Namaste,

Mir.

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